camere grotte frasassi

territorio e storia


residence sassoferratoLa Rocca di Albornoz - La rocca fu costruita nel 1368 da Egidio Albornoz legato papale che la fece con il denaro ricavato dalla vendita dei beni confiscati alla famiglia degli Atti di Sassoferrato.
Restaurata in diverse epoche la Rocca costituiva un bastione difensivo di grande importanza per tutta la zona. Nel ripulire l'interno, durante uno dei restauri, furono rinvenute ceramiche di produzione locale di fine sec. XVI e resti di artiglieria.


camere gengaIl museo archeologico di Sassoferrato - Fondato dal prof. G. Vitaletti, storico e letterato, è stato di recente ampliato, allestito secondo criteri moderni che ne garantiscono l'ordine e la funzionalità.
In detto museo vi figurano reperti che documentano gli aspetti più importanti della vita degli antichi Sentinati; (l'organizzazione della vita politica e sociale, la religione, gli strumenti necessari per una civile convivenza: anfore, lucerne, oggetti decorativi, monete ecc.). Sul pavimento di due sale sono stati fissati mosaici rinvenuti a Sentinum.
All'interno del complesso è possibile visitare la sala Perottiana in cui sono custoditi una preziosa raccolta di reliquiari bizantini e fiamminghi e due dipinti di G.B. Salvi.

bed and breakfast arceviaL'abbazia di Santa Croce dei Conti - Santa Croce venne fondata nel secolo XII dai Conti Atti, Signori di Sassoferrato,  per i Monaci Camaldolesi provenienti da San Vittore e con materiale della vicina città di Sentinum. L'Abbazia ebbe un rapido e rigoglioso sviluppo tanto che, neppure a un secolo dalla fondazione, aveva una cinquantina di chiese e priorie dipendenti da essa, si segnala anche un'elevata vita spirituale di molti monaci, tra cui il Beato Alberto e il Beato Gherardo. Famosa fu la grande festività del 2-3-4 maggio e cui intervenivano i priori e del popolo di Sassoferrato e nella quale alla solenne processione si univano fiere, giochi e la gara del pallio. Per la sua struttura ed ornamentazione S. Croce costituisce un'opera di grande interesse artistico. Dall'esterno non appare nulla dell'architettura interna, infatti, da un lato, la costruzione è inglobata nella struttura conventuale. Il campanile attuale, sembra risalga al 1300 e originariamente doveva avere la funzione protettiva di fortezza. Le due antiche campane che si conservano nella chiesa sono, la maggiore del 1400 e l'altra del 1412. Il portale è quasi del tutto nascosto da due muri di sostegno costruiti dai monaci nel primo decennio del '900. Il vano che ne risulta è coperto da una volta a botte, con cornici in pietra scolpita a motivi geometrici e floreali. Il portale è costituito da 4 archi concentrici che poggiano su pilastri con capitelli ornati con motivi bestiari. La struttura interna è a pianta centrale, più precisamente quadrata, ad esedre, di tipo bizantino. Interessantissima è la ricca e varia decorazione dei capitelli dei pilastri e delle semicolonne che mostra motivi floreali e geometrici, intrecci viminei, volute e qua e la figure umane stilizzate, tutte in rapporto con il sacrificio della Croce. Degli affreschi che nel '300 dovevano ricoprire pareti, absidi e perfino pilastri, si notano ora su colonne, quelli di S. Caterina sulla ruota e del Beato Alberto e sempre dello stesso periodo si possono vedere quelli dell'abside del lato sinistro della chiesa che raffigurano episodi della vita di S. Tommaso Apostolo, insieme alla Madonna, al Crocifisso e al Beato Alberto. Sono da menzionare due opere tra le più importanti della chiesa, momentaneamente conservate altrove. La prima, del secolo XV è il maestoso polittico, ritenuto erroneamente per lungo tempo opera di Antonio da Fabriano, si deve a Federico Zeri l'attribuzione esatta a Giovan Antonio da Pesaro. L'altra opera datata 1524 è una pala raffigurante San Benedetto, di Pietro Paolo Agabiti. Notevole all'interno dell'abbazia un San Rocco in terracotta invetriata della seconda metà del XV secolo ed il raro Paliotto ligneo dorato del XVII secolo, addossato all'altare maggiore.

hotel gengaMuseo delle arti e delle tradizioni popolari
- Raccoglie numerosi oggetti e strumenti appartenenti alla "civiltà contadina". Sono rilevabili sia negli strumenti di lavoro, sia nella varietà degli arredi, l'efficiente funzionalità e quel senso di armonia delle proporzioni e delle decorazioni che fanno di ogni oggetto conservato un modello di capacità costruttiva e spesso di arte. Aperto dal martedì al sabato.



Gli uomini illustri di Sassoferrato:


Bartolo da Sassoferrato (1313-1359) - Giureconsulto, fondatore della civile giurisprudenza, fu chiamato dai contemporanei Monarcha Juris perché oltre ad essere un insigne espositore del Diritto Romano, ne seppe interpretare lo spirito, adattandone le norme ai nuovi tempi e alle mutate condizioni sociali. Il suo commento al Corpus Juris per secoli fece testo nelle scuole ed in certi luoghi si può affermare che il diritto romano venne conosciuto unicamente attraverso l'opera di Bartolo. Fu allievo di Cino da Pistoia e gli successe sulla cattedra dell'Università di Perugia. Oltre che insegnante, Bartolo fu giudice ed avvocato e nella sua vasta opera occupano un posto importante le sue Sententiae e i suoi Consilia.

Niccolò Perotti (1430-1480)
- Nacque a Sassoferrato, fu educato a Mantova da Vittorino de' Ribaldoni da Feltre, uno dei più grandi maestri del suo tempo e successivamente a Ferrara dal Guarino. Giunto a Roma passò al servizio del Cardinale Bessarione e lo accompagno nella sua delegazione a Bologna dove incontrò l'imperatore Federico II al quale presentò l'omaggio della città con una splendida orazione latina, che gli valse la corona d'alloro e la nomina di Conte, estensibile a tutti i discendenti. Fu segretario apostolico di tre Papi (Eugenio IV, Niccolò V e Callisto III). Nel 1458 Papa Pio II lo nomina Arcivescovo di Siponto. Morì il 14 dicembre 1480, la sua tomba è nella cattedrale di Manfredonia. Le sue opere più importanti sono: la traduzione dei primi cinque libri di Polibio; un Trattato di Metrica Oraziana e i Rudimenta Grammatices. Scoprì nella biblioteca Vaticana 32 Favole di Fedro che ancora oggi vanno sotto il nome di Appendix Perottina, ma l'opera più grande di questo geniale umanista, lasciata purtroppo incompleta, è la Cornu Copia Linguae Latinae. Alla città di Sassoferrato, l'Arcivescovo donò una raccolta di reliquiari attualmente al museo civico di Sassoferrato.

Pietro Paolo Agabiti (1470-1540) - Nasce nel Borgo di Sassoferrato da Agabito Agabiti. Fu pittore di soggetti religiosi, oltre che architetto e ceramista. Nel 1497 dipinge la Tavola "La Madonna in trono con il Bambino e due Santi" conservata nella pinacoteca civica di Padova, considerato il suo capolavoro. In questa opera è evidente la maniera veneta di Cima da Conegliano del quale l'Agabiti subì il fascino. Tra il 1523 e il 1526 avvenne, a Jesi, l'incontro più importante della sua vita artistica con il pittore Lorenzo Lotto. L'arte dell'Agabiti è da considerarsi un felice incontro tra la pittura veneta e quella umbra.

Giovan Battista Salvi detto "il Sassoferrato" (1609- 1685) - Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato dal suo paese di origine nasce nel 1609. La sua formazione è pressoché sconosciuta. Allievo del padre Tarquinio, buon pittore locale, si sposta poi a Roma e a Napoli, ed è possibile che in ambiente napoletano si sia interessato alle opere del Reni e del Domenichino. Dopo una prima formazione marchigiana, compie a Roma le scelte che lo portano a rifiutare il linguaggio barocco. In un'epoca in cui gli artisti prediligevano impasti cromatici fortemente contrastanti, il Sassoferrato sembra affermare l'opposto; il nitore, la stasi, l'impassibilità, in una resa di colori che sembrano di smalto, puri, nitidissimi, squillanti. Le sue opere religiose, soprattutto Madonne, sono piene di dolcezza e di sentimento religioso. A 34 anni compiva il suo capolavoro: la "Madonna del Rosario" conservato nella chiesa di Santa Sabina a Roma. Una produzione tuttora poco nota del pittore è la ritrattistica. Le sue opere sono conservate in Chiese, Musei e collezioni private di tutto il mondo, nella sua città natale si conservano quattro opere. Nel 1977 e nel 1986 le poste italiane hanno emesso una serie di francobolli con la sua effigie e quella delle sue Madonne.

luoghi di interesse vicino Sassoferrato


camere grotte frasassiLe Grotte di Frasassi a Genga - La ricerca sistematica nella zona di Frasassi ha avuto inizio nel 1948, grazie all'attività del Gruppo Speleologico Marchigiano di Ancona ma solamente dopo il 1966 le ricerche nella Grotta del Fiume sono divenute più assidue fino a quando il 25 settembre del 1971 Rolando Silvestri ed altri componenti del Gruppo Speleologico Marchigiano Club Alpino Italiano di Ancona, lungo le pendici nord del monte Vallemontagnana scoprirono un piccolo imbocco che conduceva in una minuscola sala. Nulla di particolare se non fosse stato che da alcune fessure delle pareti fuoriuscivano notevoli correnti d'aria, una sorta di vento sotterraneo. Dopo alcuni giorni di scavi riuscirono a fare breccia in una strettoia e di qui a scivolare in direzione del ciglio di un vuoto dal quale lasciarono cadere un sasso. Il ritardo dell'eco li fece rendere conto della profondita della grotta che calcolarono oltre i cento metri, una cavità che avrebbero poi battezzato Abisso Ancona. La scoperta suscitò grandissimo entusiasmo tra i componenti del gruppo: la meravigliosa Grotta Grande del Vento di li a poco sarebbe stata consegnata all'ammirazione dell'uomo. Per calarsi praticamente dalla sommità dell'Abisso Ancona (foto a fianco), furono necessarie speciali attrezzature e quando gli speleo anconetani toccarono finalmente il fondo della grotta le luci misero subito in evidenza lo splendore e la singolare bellezza di questo fantastico universo sotterraneo. Un universo che il grande pubblico potè ammirare per la prima volta il primo settembre del 1974 quando si inaugurò ufficialmente il tunnel di oltre duecento metri, scavato nella viva roccia, che rese possibile l'accesso all'Abisso Ancona e ai quasi mille metri di percorso direttamente dalla Gola di Frasassi. http://www.frasassi.com/

b&b grotte frasassiSentinum - Le prime notizie certe di questa città si hanno intorno al 600 a.C. come sito umbro. Nel 295 a.C. nel suo territorio ebbe luogo la celebre battaglia delle Nazioni (III querra sannitica) con vittoria dei romani contro la lega Gallo-Sannita. In questa battaglia morì il console Decio Mure, che si votò agli Dei. Sentinum fu data alle fiamme dalle forze di Ottaviano durante la guerra dei Triunviri nel 41 a.C. Fu ricostruita in forma migliore per volere dello stesso Cesare Augusto e vi posero residenza molti dei suoi veterani che avevano ricevuto in dono le migliori terre dell'agro sentinate. La città scomparve tra l'VIII e X secolo, non per violenza nemica, ma perché, come quasi tutte le città picene, fu abbandonata dagli abitanti, decimati dalla fame e dalla peste incapaci di difenderla dalle irruzioni nemiche, specialmente dai feroci Ungari. Sin dall'alto medioevo le rovine della città romana di Sentinum furono utilizzate nella costruzione di Sassoferrato e delle zone limitrofe, un tipico esempio è l'abbazia di Santa Croce del sec. XII. L'ubicazione della città era conosciuta già dal Rinascimento per i numerosi rinvenimenti di iscrizioni, statue e mosaici, come quello trovato e asportato nel 1806 ed oggi conservato nel museo di Monaco di Baviera. Solo alla fine del secolo scorso furono iniziate regolari campagne di scavo e fu in quell'occasione individuata la topografia urbana della città. Campagne di scavo successive hanno portato a quello che a tutt'oggi è visibile.

camere terme san vittoreTerme di San Vittore - Sono site nel Comune di Genga, ad un'altitudine di mt. 204, a poca distanza dalla confluenza del Sentino nel fiume Esino, tra le alture dell'Appennino Marchigiano, in una pittoresca posizione che ha per sfondo un magnifico scenario di monti rivestiti di pini ed alberi sempreverdi. Le Terme S. Vittore di Genga hanno acquistato un sempre maggiore rilievo, sia a livello regionale che nazionale ed hanno raggiunto un notevole incremento degli utenti grazie anche al miglioramento degli impianti e dei servizi. Nel 2001 sono stati completamente rinnovati sia gli ambienti che le apparecchiature del reparto inalatorio e della sordità rinogena. È stato creato il reparto pediatrico, sono stati aumentati gli apparecchi ed aggiunte nuove prestazioni terapeutiche. È stato computerizzato l'intero processo di erogazione delle cure inalatorie ed è stato introdotto il sistema di sanificazione automatico di tutti gli apparecchi inalatori.

hotel arceviaArcevia - Il territorio comunale di Arcevia, prettamente collinare, è posizionato tra la catena montuosa degli Appennini umbro-marchigiani ad ovest, ed il mare Adriatico ad est. Il Comune di Arcevia, è uno dei territori di notevole interesse dell'entroterra anconetano. Arcevia con i suoi nove castelli, trenta punti di ospitalità turistica suddivisa in alberghi, agriturist, country house, bed & breakfast, camping, e la sua posizione geografica offre al turista una variegata scelta tra divertimento, cultura, benessere, relax, soggiorno e pernottamento. Per la delizia del palato, i vari ristoranti, offrono una cucina a base di prodotti tipici locali contornati con dell'ottimo vino bianco o rosso.

b&b fabrianoFabriano - è la prima città dell'Appennino centrale marchigiano che si incontra provenendo dall'Umbria. hotel FabrianoSi estende su un'area di 266 kmq (il comune di Fabriano è uno dei più estesi d'Italia) nella quale vivono poco più di trentamila abitanti. È universalmente conosciuta come la città della Carta: fu, infatti, uno dei primi centri in Europa dove dagli inizi del XII secolo, prese il via la fabbricazione della carta. Nella seconda metà del secolo scorso, tuttavia, iniziò la riconversione da centro sostanzialmente agricolo in un distretto industriale che ha assunto un ruolo assai importante nell'ambito dell'economia regionale e nazionale. Una floridità che ha consentito il raggiungimento di una buona qualità della vita in un contesto dove l'operosità delle genti si è sempre coniugata alla perfezione con storia, arte e cultura.